Capsule Digitale

Song to Song 5: Houses in Motion*

Avventure ossessive di un ascoltatore. Venti canzoni perfette, da Eno a Monteverdi, raccontate a cavallo tra musica e altre discipline da Gianluigi Ricuperati

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La copertina dell’album “Remain in Light”, la prima copertina della storia ad essere realizzata al computer, Concepita da Tina Weymouth e Chris Frantz, insieme al ricercatore Walter Bender e il suo gruppo Media Lab, la copertina nasce dalla passione della Weymouth per le maschere.

La copertina di “Houses in Motion” secondo singolo tratto dall’album “Remain in Light”

Pensare alla Musica – darle parole come si da acqua a una pianta, associare forme mentali composizioni musicali – è l’esercizio di prosa più assoluto ricco e sfiancante che ci sia, per chi veleggia nel vano tentativo di restituire alla Musica quella dose di Piacere-Senso che ti regala senza sosta, provando ad occupare lo spazio di mezzo tra la scrittura critica ‘scientifica’ (che è talvolta lontana dal piacere) e la soddisfatta afasia del puro sentire (che non ha bisogno di senso perché è puro piacere). Chi scrive pratica questo esercizio dall’alba della sua vita culturale, e con questa rubrica prova a condividerla raccontando alcune canzoni perfette.

Houses in Motion, Talking Heads, 1980

La canzone più intensa dei Talking Heads è nata in me una seconda volta mentre attraversavo i cieli di qualche quadrante d’Europa. Lei era assorta: guardava il testo della canzone scorrere sullo schermo: lo sfondo del video che stava guardando era azzurro carta da zucchero, le parole molto grandi. Mi avvicinai ancora un po’. Le parole si componevano e si coloravano di rosso man mano che il video andava avanti.

 

For a long time I felt

Without style and grace

Wearing shoes with no socks

In cold weather

 

I knew my heart

Was in the right place

I knew I’d be able

To do these things

 

Poche parole. Pochi secondi. Mi piacevano. Mi piaceva vederla. Non le riconoscevo. Non la conoscevo, e non ero un amico, e non era accettabile che stessi lì mentre lei si era con ogni evidenza scordata del nostro discorso. Se Ilya fosse entrato all’improvviso, se Sonja fosse entrata all’improvviso, se chiunque altro fosse entrato all’improvviso – dovevo indietreggiare e lasciare lo spazio come se non ci fossi mai stato. Ma non potevo non fare una foto. Un’immagine di un’immagine in un istante di magia completa, mentre morivo dalla voglia di vedere che canzone fosse. Erano parole bellissime: non mi restava che copiarle e incollarle. Houses in Motion, Talking Heads. Tanti anni prima, più di venticinque, durante l’estate in cui l’Italia quasi vinse i mondiali del ‘94, feci il mio primo volo aereo da solo – avevo sedici anni circa – e durante quel volo aereo ascoltai il disco da cui veniva quella canzone. La copertina era bellissima, quattro facce dei membri del gruppo virate in cromie termografiche: calore sul viso, colore rosso vermiglio sui contorni delle facce blu, macchia solare, guance umane. L’immagine era divisa in quattro quadranti. Da sempre gli esseri umani dividono le cose per quattro. Parole di quattro lettere, ritmi in quattro quarti, orologi con quattro ore per tre.

Ma in Houses in Motion, questo capolavoro di oscurità da jungla mentale, i quattro Talking Heads sfoggiano un quinto elemento, la tromba-barrito di Jon Hassell, genio e inventore di un timbro unico e riconoscibile per uno strumento apparentemente sfinito da un numero altisonante di altri geni del jazz. Hassell è morto l’anno scorso, al termine di una lunga vita dedicata alla sperimentazione musicale e culturale. Sia lode a lui e al mondo sotterraneo lucido e mistico di Remain in Light.

 

Testo

For a long time I felt without style or grace
Wearing shoes with no socks in cold weather
I knew my heart was in the right place
I knew I’d be able to do these things.
And as we watch him digging his own grave
It is important to know that was where he’s at
He can’t afford to stop…That is what he believe
He’ll keep on digging for a thousand years.

I’m walking a line-I’m thining about empty motion
I’m walking a line-Just barely enough to be living
Get out a the way-No time to begin
This isn’t the time-So nothing was done
Not talking about-Not many at all
I’m turning around-No trouble at all
You notice there’s nothing around you, around you
I’m walking a line-Divide and dissolve.

Never get to say much, never get to talk
Tell us a little bit, but not too much
Right about then, is where she give up
She has closed her eyes, she has give up hope

I’m walking a line-I hate to be dreaming in motion
I’m walking a line-Just barely enough to be living
Get outa the way-No time to begin
This isn’t the time-So nothing was done
Not talking about-Not many at all
I’m turning around-No trouble at all
I’m keeping my fingers behind me, ‘hind me
I’m walking a line-Divide and dissolve.

I turn myself around, I’m moving backwards and forwards
I’m moving twice as much as I was before
I’ll keep on digging to the center of the Earth
I’ll be down in there moving the in the room…

I’m walking a line-Visiting houses in motion
I’m walking a line-Just barely enough to be living
Get outa the way-No time to begin
This isn’t the time-So nothing was done
Not talking about-Not many at all
I’m turning around-No trouble at all
Two different houses surround you, ’round you
I’m walking a line-Divide and Dissolve.

***

Per molto tempo mi sono sentita senza stile o grazia
Indossando scarpe senza calze con il freddo
Sapevo che il mio cuore era nel posto giusto
Sapevo che sarei stato in grado di fare queste cose.
E mentre lo guardiamo mentre si scava la fossa da solo
È importante sapere che era lì che si trovava
Non può permettersi di fermarsi… È quello che crede.
Continuerà a scavare per mille anni.

Sto camminando su una linea, sto pensando a un movimento vuoto.
Sto camminando su una linea, appena sufficiente per vivere.
Toglietevi di mezzo, non c’è tempo per iniziare.
Non è il momento, quindi non è stato fatto nulla.
Non parlo di nulla, non sono affatto molti
Sto girando intorno a me stesso: nessun problema.
Ti accorgi che non c’è niente intorno a te, intorno a te
Sto camminando su una linea: dividersi e dissolversi.

Non riesco mai a dire molto, non riesco mai a parlare
Raccontaci un po’, ma non troppo.
Proprio in quel momento, è dove lei si arrende
Ha chiuso gli occhi, ha perso la speranza.

Sto camminando su una linea, odio sognare in movimento.
Sto camminando su una linea, appena sufficiente per vivere.
Toglietevi di mezzo, non c’è tempo per iniziare.
Questo non è il momento, quindi non è stato fatto nulla.
Non parlo di nulla-Non sono affatto molti
Sto girando intorno a me stesso, senza problemi.
Tengo le dita dietro di me, dietro di me
Cammino su una linea: dividermi e dissolvermi.

Mi giro, mi muovo all’indietro e in avanti
Mi muovo il doppio di prima
Continuerò a scavare fino al centro della Terra
Sarò laggiù a muovermi nella stanza…

Sto camminando una linea-Visitare case in movimento
Sto camminando su una linea – appena sufficiente per vivere
Toglietevi di mezzo-Non c’è tempo per iniziare
Questo non è il momento, quindi non è stato fatto nulla.
Non parlo di nulla-Non sono affatto molti
Mi sto girando intorno: nessun problema.
Due case diverse ti circondano, intorno a te
Sto camminando su una linea – Dividere e dissolvere.