Capsule Digitale

Song to Song 6: Slip Away

Avventure ossessive di un ascoltatore. Venti canzoni perfette, da Eno a Monteverdi, raccontate a cavallo tra musica e altre discipline da Gianluigi Ricuperati

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“Uncle” Floyd Vivino with Oogie, in a vintage publicity photo

Slip Away, David Bowie 2002

Alcune delle canzoni più intense e memorabili di David Bowie appartengono al genere ‘melò’, come i film di Douglas Sirk e Werner Fassbinder: insieme epiche e intime, sembrano scritte per far piangere un’anima che ha appena vinto tutto.
Si aprono come vele, sembrano strazianti e sembrano sapere che ‘non c’è mai abbastanza tempo’ (la musica è sapere che non c’è abbastanza tempo, sempre). Non fa eccezione questa meravigliosa ballata in minore apparsa nel 2002 sull’album Heathen*, incentrata su una figura di culto della tv via cavo americana della fine degli anni settanta: Floyd Vivino.
Floyd Vivino era il conduttore di uno spettacolo tv per bambini andato in onda a New York negli anni settanta, una sorta di versione punk e disossata, ma dolcissima, di Sesame Street o altri programmi di intrattenimento per l’infanzia.
Nella trama dello spettacolo Vivino, che proveniva da una famiglia di teatranti e avanspettacolo, danzatori di tip-tap e saltimbanchi del New Jersey, si faceva chiamare ‘zio Floyd’.
Era stato John Lennon, che ha passato gli ultimi anni a New York a guardare la televisione, a raccomandare lo spettacolo di Uncle Floyd a Bowie, che si è fatto prendere all’amo durante la sua corsa su The Elephant Man nel 1980. Anche Iggy Pop era diventato un fan. “Ci faceva rotolare dal ridere questo ragazzo. Sembrava girato nel suo salotto nel New Jersey”.
Nel 1982, Bowie, indossando una spilla dello zio Floyd, andò a una registrazione dal vivo al Bottom Line, un capannone sorto sulle ceneri di un circo andato in fiamme vicino a Coney Island, per dire a Floyd Vivino quanto amasse il suo lavoro.
Vivino non poteva credere che tre delle più grandiose voci del rock si trovassero a mangiare pop corn per seguire insieme le puntate del suo sbrindellato cabaret per pupazzi fanciulli – così poetico, così patetico, così aderente alla vita, che è sempre poetica e patetica e aderente a se stessa – infatti non si strappa e non si conserva quasi nulla.
Ogni volta che appare alla mente qualcosa che ci ha dato piacere, rotonda felicita ilare, oppure gioia del pensiero, sospendete le attività in corso – indossiamo la spilla e presentiamoci davanti alla fonte di quel piacere. Gli altri treni si possono perdere.
Floyd Vivino non ha mai svenduto il suo show per renderlo più accettabile da un grande pubblico. Ha in seguito recitato in alcune parti di supporto di film come ‘Good Morning Vietnam’. Nel 2002 Bowie gli ha telefonato per dirgli che avrebbe scritto una canzone su di lui.

Testo

SLIP AWAY

Oogie waits for just another day
Drags his bones
to see the Yankees play
Bones Boy talks and flickers gray
Oh, they slip away

Once a time
they nearly might have been
Bones and Oogie on a silver screen
No one knew what they could do
Except for me and you
They slip away
They slip away

Don’t forget
to keep your head warm
Twinkle twinkle Uncle Floyd
Watching all the world
and war torn
How I wonder where you are
Oo-o
Sailing over
Coney Island
Twinkle twinkle Uncle Floyd
We were dumb
but you were fun, boy
How I wonder where you are
Oo-o

Oogie knew there’s never ever time
Some of us will always stay behind
Down in space it’s always 1982
The joke we always knew
Oo-oo
What’sa matter with you
C’mon, let’s go
Slip away
Oo-o

Don’t forget to keep your head warm
Twinkle twinkle Uncle Floyd
Watching all the world and war torn
How I wonder where you are
Oo-o
Sailing over
Coney Island
Twinkle twinkle Uncle Floyd
We were dumb
but you were fun, boy
How I wonder where you are
Oo-o
Sailing

 

SCOMPARI

Oogie attende solo per un altro giorno
Trascina le sue ossa
a vedere la partita degli Yankees
Bones Boy parla e brilla tutto argentato
Oh, sono scomparsi

Una volta
avrebbero quasi potuto essere
Bones e Oogie su uno schermo
Nessuno sapeva cosa potevano fare
Tranne te e me
Sono scomparsi
Sono scomparsi

Non dimenticare
di non prendere freddo alla testa
Brilla brilla Uncle Floyd
Guardando il mondo intero
distrutto dalla guerra
Mi chiedo davvero dove siate finiti
Ohh oh
Navigando verso
Coney Island
Brilla brilla Uncle Floyd
Noi eravamo ammutoliti,
ma tu eri così divertente, amico
Mi chiedo davvero dove sei andato4
Ohh oh

Oogie sapeva che non c’è mai tempo
Alcuni di noi resteranno sempre indietro
Giù nello spazio è sempre il 1982
Lo scherzo che conoscevamo dasempre
Ooh oh
Cosa ti è accaduto?
Forza, dai
Scompari
Ooh oh

Non dimenticare di non prendere freddo alla testa
Brilla brilla Uncle Floyd
Guardando il mondo intero distrutto dalla guerra
Mi chiedo forte dove siate finiti
Ohh oh
Navigando verso
Coney Island
Brilla brilla Uncle Floyd
Noi eravamo ammutoliti,
ma tu eri così divertente, amico
Mi chiedo davvero dove sei andato
Ohh oh
Navigando

la copertina dell’album Heathen, ph. di Markus Klinko