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Rubriche

Lucy’s ephemera 2020 (Vol. 1)

In un recente dialogo con Gianluigi Ricuperati, Lucy Sante racconta la ritrovata esplosione di attività di produzione di collages durante la pandemia del Covid. “Il collage è un’arte del tesoro: forma la materia morta del passato in combinazioni che potrebbero verificarsi solo nel presente; costruisce un futuro dalle rovine”

Song to Song 2: Time / ‘Tis a pity she was a whore

Avventure ossessive di un ascoltatore. Venti canzoni perfette, da Eno a Monteverdi, raccontate a cavallo tra musica e altre discipline da Gianluigi Ricuperati

Il suono come entità (Vol. 6/6)

Max Neuhaus* racconta delle influenze sul suo lavoro, da Boulez, Stockhausen a Xenakis, in un’intervista realizzata durante l’estate del 2005 fra Firenze e Parigi. Dal passaggio da musicista percussionista ad artista performer interessato a installazioni sonore specifiche in contesti pubblici, dove è il suono a creare il luogo dell’opera, ai progetti incompiuti di psicoacustica

Il mondo dell’arte e il mercato dell’arte (Vol. 2/4)

Chi decide il successo di un artista nel mercato internazionale? Galleristi, mostre e vernissages, collezionisti, critici, televisione,radio e giornali, musei, aste, fiere biennali, sponsors:un colossale apparato costruisce la fama di un artista.Ma attenzione: la gerarchia è rigidissima e intoccabile. René Berger* offre un’alisi che rintraccia le regole complesse di questo sistema. Da “Il Giornale dell’Arte” n°2, giugno 1983

Harald Szeemann epic (Vol. 3/6)

Ex enfant prodige, direttore a 27 anni della Kunsthalle di Berna e poi di due edizioni di Documenta, dagli anni Sessanta è stato tra i più corteggiati, amati e detestati curatori di mostre. A tracciarne un profilo, Wolfgang Nagel a pochi giorni dall’inaugurazione della mostra «Einleuchten» (Evidenze), curata da Szeemann nel 1988 nei padiglioni dismessi della Deichtor di Amburgo

per Vernissage n° 74,  gennaio 1990

Une saison en enfer (Vol. 5/6)

Una selezione di versi tratti dalla sola opera pubblicata da Arthur Rimbaud vivente e l’unica delle sue opere che si possa considerare compiuta.

Traduzione di Adriano Marchetti*

Lucy’s ephemera 2018

In un recente dialogo con Gianluigi Ricuperati, Lucy Sante racconta la ritrovata esplosione di attività di produzione di collages durante la pandemia del Covid. “Il collage è un’arte del tesoro: forma la materia morta del passato in combinazioni che potrebbero verificarsi solo nel presente; costruisce un futuro dalle rovine”

Song to Song 1: Beauty Queen

Avventure ossessive di un ascoltatore. Venti canzoni perfette, da Eno a Monteverdi, raccontate a cavallo tra musica e altre discipline da Gianluigi Ricuperati

Il suono come entità (Vol. 5/6)

Max Neuhaus* racconta delle influenze sul suo lavoro, da Boulez, Stockhausen a Xenakis, in un’intervista realizzata durante l’estate del 2005 fra Firenze e Parigi. Dal passaggio da musicista percussionista ad artista performer interessato a installazioni sonore specifiche in contesti pubblici, dove è il suono a creare il luogo dell’opera, ai progetti incompiuti di psicoacustica

Il mondo dell’arte e il mercato dell’arte (Vol. 1/4)

Chi decide il successo di un artista nel mercato internazionale? Galleristi, mostre e vernissages, collezionisti, critici, televisione,radio e giornali, musei, aste, fiere biennali, sponsors:un colossale apparato costruisce la fama di un artista.Ma attenzione: la gerarchia è rigidissima e intoccabile. René Berger* offre un’alisi che rintraccia le regole complesse di questo sistema. Da “Il Giornale dell’Arte” n°2, giugno 1983

Harald Szeemann epic (Vol. 2/6)

Ex enfant prodige, direttore a 27 anni della Kunsthalle di Berna e poi di due edizioni di Documenta, dagli anni Sessanta è stato tra i più corteggiati, amati e detestati curatori di mostre. A tracciarne un profilo, Wolfgang Nagel a pochi giorni dall’inaugurazione della mostra «Einleuchten» (Evidenze), curata da Szeemann nel 1988 nei padiglioni dismessi della Deichtor di Amburgo

per Vernissage n° 74,  gennaio 1990

Une saison en enfer (Vol. 4/6)

Una selezione di versi tratti dalla sola opera pubblicata da Arthur Rimbaud vivente e l’unica delle sue opere che si possa considerare compiuta.

Traduzione di Adriano Marchetti*

Lucy’s ephemera 2017

In un recente dialogo con Gianluigi Ricuperati, Lucy Sante racconta la ritrovata esplosione di attività di produzione di collages durante la pandemia del Covid. “Il collage è un’arte del tesoro: forma la materia morta del passato in combinazioni che potrebbero verificarsi solo nel presente; costruisce un futuro dalle rovine”

Meditations in an Emergency (Vol. 3/3)

Alcune poesie* del poeta americano Frank O’Hara, pubblicate per la prima volta nel numero di novembre del 1954 di Poetry: A Magazine of Verse, nella raccolta Meditations in an Emergency un libro pubblicato per la prima volta da Grove Press nel 1957

Il suono come entità (Vol. 4/6)

Max Neuhaus* racconta delle influenze sul suo lavoro, da Boulez, Stockhausen a Xenakis, in un’intervista realizzata durante l’estate del 2005 fra Firenze e Parigi. Dal passaggio da musicista percussionista ad artista performer interessato a installazioni sonore specifiche in contesti pubblici, dove è il suono a creare il luogo dell’opera, ai progetti incompiuti di psicoacustica

Scultori senza tempo: Szeemann versus Fuchs?

«Zeitlos», la mostra di scultura aperta all’Hamburger Bahnhof di Berlino nel 1988, è anche la risposta del critico svizzero Harald Szeemann alla «Standing sculpture», dell’anno prima, curata dall’olandese Rudi Fuchs al Castello di Rivoli. In questa intervista Anne Marie Freybourg*, critico d’arte e assistente di Szeemann, introduce i temi principali della curatela. Da “Il Giornale dell’Arte” n°58, luglio 1988

Harald Szeemann epic (Vol. 1/6)

Ex enfant prodige, direttore a 27 anni della Kunsthalle di Berna e poi di due edizioni di Documenta, dagli anni Sessanta è stato tra i più corteggiati, amati e detestati curatori di mostre. A tracciarne un profilo, Wolfgang Nagel a pochi giorni dall’inaugurazione della mostra «Einleuchten» (Evidenze), curata da Szeemann nel 1988 nei padiglioni dismessi della Deichtor di Amburgo

per Vernissage n° 74,  gennaio 1990

Une saison en enfer (Vol. 3/6)

Una selezione di versi tratti dalla sola opera pubblicata da Arthur Rimbaud vivente e l’unica delle sue opere che si possa considerare compiuta.

Traduzione di Adriano Marchetti*

Lucy’s ephemera 1979 – 1985

In un recente dialogo con Gianluigi Ricuperati, Lucy Sante racconta la ritrovata esplosione di attività di produzione di collages durante la pandemia del Covid. “Ho iniziato a fare collage quando ero un adolescente, ma ho fatto il mio passo nei miei primi anni ’20, realizzando copertine per libri e riviste veri, falsi e inediti e per concerti di band. Poi la scena è cambiata”

Meditations in an Emergency (Vol. 2/3)

Alcune poesie* del poeta americano Frank O’Hara, pubblicate per la prima volta nel numero di novembre del 1954 di Poetry: A Magazine of Verse, nella raccolta Meditations in an Emergency un libro pubblicato per la prima volta da Grove Press nel 1957

Il suono come entità (Vol. 3/6)

Max Neuhaus* racconta delle influenze sul suo lavoro, da Boulez, Stockhausen a Xenakis, in un’intervista realizzata durante l’estate del 2005 fra Firenze e Parigi. Dal passaggio da musicista percussionista ad artista performer interessato a installazioni sonore specifiche in contesti pubblici, dove è il suono a creare il luogo dell’opera, ai progetti incompiuti di psicoacustica

Storia di sette Documenta (1955 – 1982)

Fondata nel 1955 dalla felice intuizione di Arnold Bode, Documenta è una delle più influenti rappresentazioni della situazione emergente dell’arte contemporanea. Franco Torriani* ripercorre i contenuti salienti  della storia delle prime sette edizioni nel passaggio di visione da Arnold Bode a Harald Szeemann.  Da “Il Giornale dell’Arte” n°45, gennaio 1987

Hulten’s Story (Vol. 6/6)

Calvin Tomkins* racconta il percorso di ricerca del curatore svedese fondatore del Moderna Museet di Stoccolma, primo direttore per 8 anni del Centre Pompidou, fino al 1980, e quindi per 4 anni a Los Angeles dove ha partecipato alla progettazione del nuovo Museum of Contemporary Art. Approdato infine alla direzione artistica di Palazzo Grassi a Venezia inaugurato nel maggio 1986 con un’esposizione sul Futurismo e i futurismi e su tutte le manifestazioni internazionali del movimento e le sue derivazioni. Dal “Giornale dell’Arte” n. 18, novembre 1984

Une saison en enfer (Vol. 2/6)

Una selezione di versi tratti dalla sola opera pubblicata da Arthur Rimbaud vivente e l’unica delle sue opere che si possa considerare compiuta.

Traduzione di Adriano Marchetti*

A Companion of the Prophet (Vol. 4/4)

I passaggi di un incontro segnato dal destino, sin dall’infanzia. La folgorazione per la scoperta della scrittura di Artur Rimbaud. Una sfida inaffrontabile: “Ho letto e ammirato molti altri scrittori, ma nessuno è stato Rimbaud, che è rimasto un ammonimento perpetuo, un doloroso ricordo costante del mio fallimento, il suo diciannovesimo secolo di vita, calendario del secolo che si prende gioco degli anni della mia vita”

Meditations in an Emergency (Vol. 1/3)

Alcune poesie* del poeta americano Frank O’Hara, pubblicate per la prima volta nel numero di novembre del 1954 di Poetry: A Magazine of Verse, nella raccolta Meditations in an Emergency un libro pubblicato per la prima volta da Grove Press nel 1957

Il suono come entità (Vol. 2/6)

Max Neuhaus* racconta delle influenze sul suo lavoro, da Boulez, Stockhausen a Xenakis, in un’intervista realizzata durante l’estate del 2005 fra Firenze e Parigi. Dal passaggio da musicista percussionista ad artista performer interessato a installazioni sonore specifiche in contesti pubblici, dove è il suono a creare il luogo dell’opera, ai progetti incompiuti di psicoacustica

Assalto al Castello

C’è chi costruisce Castelli e chi li vorrebbe distruggere: il successo di Rivoli alimenta, anziché attenuare, le critiche dei suoi oppositori. La sua, a quanto pare, ingombrante presenza ha animato le riserve di un fronte critico di intelligenze dalle quali ci saremmo attesi al contrario una serena apertura ad una visione più ecumenica dell’arte.  Da “Il Giornale dell’Arte” n°19, gennaio 1985

Hulten’s Story (Vol. 5/6)

Calvin Tomkins* racconta il percorso di ricerca del curatore svedese fondatore del Moderna Museet di Stoccolma, primo direttore per 8 anni del Centre Pompidou, fino al 1980, e quindi per 4 anni a Los Angeles dove ha partecipato alla progettazione del nuovo Museum of Contemporary Art. Approdato infine alla direzione artistica di Palazzo Grassi a Venezia inaugurato nel maggio 1986 con un’esposizione sul Futurismo e i futurismi e su tutte le manifestazioni internazionali del movimento e le sue derivazioni. Dal “Giornale dell’Arte” n. 18, novembre 1984

Une saison en enfer (Vol. 1/6)

Una selezione di versi tratti dalla sola opera pubblicata da Arthur Rimbaud vivente e l’unica delle sue opere che si possa considerare compiuta.

Traduzione di Adriano Marchetti*

A Companion of the Prophet (Vol. 3/4)

I passaggi di un incontro segnato dal destino, sin dall’infanzia. La folgorazione per la scoperta della scrittura di Artur Rimbaud. Una sfida inaffrontabile: “Ho letto e ammirato molti altri scrittori, ma nessuno è stato Rimbaud, che è rimasto un ammonimento perpetuo, un doloroso ricordo costante del mio fallimento, il suo diciannovesimo secolo di vita, calendario del secolo che si prende gioco degli anni della mia vita”

Frank O’Hara: un poeta New Dada a New York (Vol. 6/6)

Il saggio sulla poetica di Frank O’Hara e la relazione tra la poesia contemporanea e la pittura, tesi di ricerca per il conseguimento della laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Pisa, nel 1981. La prima pubblicazione, in edizione limitata, di questo saggio, ha accompagnato l’inaugurazione di FAUST il 20 maggio 2018, curata da Gianluigi Ricuperati

Il suono come entità (Vol. 1/6)

Max Neuhaus* racconta delle influenze sul suo lavoro, da Boulez, Stockhausen a Xenakis, in un’intervista realizzata durante l’estate del 2005 fra Firenze e Parigi. Dal passaggio da musicista percussionista ad artista performer interessato a installazioni sonore specifiche in contesti pubblici, dove è il suono a creare il luogo dell’opera, ai progetti incompiuti di psicoacustica

Non è più in aria il Castello dell’arte contemporanea

Il 18 dicembre 1983  inaugura il restauro curato dall’architetto Andrea Bruno per la Regione Piemonte del castello javarriano di Rivoli con una mostra-museo di arte contemporanea, internazionale della durata di un anno affidata a Rudi Fuchs direttore del museo di Eindhoven in Olanda e dell’ultima Documenta di Kassel. In questa intervista Rudi Fuchs l’assessore alla Cultura della Regione Giovanni Ferrero* offrono gli argomenti che hanno nutrito l’ambizioso progetto. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 17, gennaio 1984

Hulten’s Story (Vol. 4/6)

Calvin Tomkins* racconta il percorso di ricerca del curatore svedese fondatore del Moderna Museet di Stoccolma, primo direttore per 8 anni del Centre Pompidou, fino al 1980, e quindi per 4 anni a Los Angeles dove ha partecipato alla progettazione del nuovo Museum of Contemporary Art. Approdato infine alla direzione artistica di Palazzo Grassi a Venezia inaugurato nel maggio 1986 con un’esposizione sul Futurismo e i futurismi e su tutte le manifestazioni internazionali del movimento e le sue derivazioni. Dal “Giornale dell’Arte” n. 18, novembre 1984

A Companion of the Prophet (Vol. 2/4)

I passaggi di un incontro segnato dal destino, sin dall’infanzia. La folgorazione per la scoperta della scrittura di Artur Rimbaud. Una sfida inaffrontabile: “Ho letto e ammirato molti altri scrittori, ma nessuno è stato Rimbaud, che è rimasto un ammonimento perpetuo, un doloroso ricordo costante del mio fallimento, il suo diciannovesimo secolo di vita, calendario del secolo che si prende gioco degli anni della mia vita”

Frank O’Hara: un poeta New Dada a New York (Vol. 5/6)

Il saggio sulla poetica di Frank O’Hara e la relazione tra la poesia contemporanea e la pittura, tesi di ricerca per il conseguimento della laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Pisa, nel 1981. La prima pubblicazione, in edizione limitata, di questo saggio, ha accompagnato l’inaugurazione di FAUST il 20 maggio 2018, curata da Gianluigi Ricuperati

Horror Pleni: La (in)civiltà del rumore

A distanza di alcuni anni, in un secondo incontro con Gillo Dorfles, le domande di H.U.O. definiscono nuove traiettorie di pensiero: l’importanza del vuoto, della pausa, del silenzio, il colore infinito e il numero d’oro

Rudi Fuchs*: farò in Italia il primo museo del mondo dagli anni ’60 in poi

L’annuncio in anteprima dell’incarico all’olandese Rudi Fuchs, allora 42enne, direttore del museo di Eindhoven in Olanda, già direttore dell’ultima esposizione Documenta di Kassel, di organizzare per la fine del 1984 una mostra-campione della durata di un anno di un museo di arte contemporanea internazionale da collocare nel castello di Rivoli, anche nell’ipotesi che il collezionista Panza di Biumo receda dalla donazione di arte minimale e concettuale annunciata nell’autunno scorso. In esclusiva la prima intervista rilasciata da Rudi Fuchs dopo la sua nomina. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 13, giugno 1984

Hulten’s Story (Vol. 3/6)

Calvin Tomkins* racconta il percorso di ricerca del curatore svedese fondatore del Moderna Museet di Stoccolma, primo direttore per 8 anni del Centre Pompidou, fino al 1980, e quindi per 4 anni a Los Angeles dove ha partecipato alla progettazione del nuovo Museum of Contemporary Art. Approdato infine alla direzione artistica di Palazzo Grassi a Venezia inaugurato nel maggio 1986 con un’esposizione sul Futurismo e i futurismi e su tutte le manifestazioni internazionali del movimento e le sue derivazioni. Dal “Giornale dell’Arte” n. 18, novembre 1984

La bibliothèque est en feu (1955)

“Come venne a me la scrittura? Come piumaggio d’uccello sul vetro della mia finestra, d’inverno. Immediatamente, si accese nel camino una battaglia di braci che, ancora oggi, non si sono spente.”

A Companion of the Prophet (Vol. 1/4)

I passaggi di un incontro segnato dal destino, sin dall’infanzia. La folgorazione per la scoperta della scrittura di Artur Rimbaud. Una sfida inaffrontabile: “Ho letto e ammirato molti altri scrittori, ma nessuno è stato Rimbaud, che è rimasto un ammonimento perpetuo, un doloroso ricordo costante del mio fallimento, il suo diciannovesimo secolo di vita, calendario del secolo che si prende gioco degli anni della mia vita”

 

Frank O’Hara: un poeta New Dada a New York (Vol. 4/6)

Il saggio sulla poetica di Frank O’Hara e la relazione tra la poesia contemporanea e la pittura, tesi di ricerca per il conseguimento della laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Pisa, nel 1981. La prima pubblicazione, in edizione limitata, di questo saggio, ha accompagnato l’inaugurazione di FAUST il 20 maggio 2018, curata da Gianluigi Ricuperati.

Gillo Dorfles, Il divenire delle Arti (Vol. 2/2)

Un dialogo serrato del 2003 con Hans Ulrich Obrist e Stefano Boeri. Una preziosa testimonianza della complessità intellettuale di una delle figure più sofisticate e rivoluzionarie della critica italiana

Gino De Dominicis

Achille Bonito Oliva* traccia un profilo dell’opera dell’artista: la mitologia, la morte, l’immortalità del corpo, l’invisibile, la figura femminile. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 39, ottobre 1986

Hulten’s Story (Vol. 2/6)

Calvin Tomkins* racconta il percorso di ricerca del curatore svedese fondatore del Moderna Museet di Stoccolma, primo direttore per 8 anni del Centre Pompidou, fino al 1980, e quindi per 4 anni a Los Angeles dove ha partecipato alla progettazione del nuovo Museum of Contemporary Art. Approdato infine alla direzione artistica di Palazzo Grassi a Venezia inaugurato nel maggio 1986 con un’esposizione sul Futurismo e i futurismi e su tutte le manifestazioni internazionali del movimento e le sue derivazioni. Dal “Giornale dell’Arte” n. 18, novembre 1984

Le rempart de brindilles (1953)

Se il fine della poesia è renderci sovrani spersonalizzandoci, solo così possiamo attingere, grazie al poema, la pienezza di quanto era appena abbozzato o deformato dalle nostre millanterie di individui. Nella taduzione di Giorgio Caproni i versi di uno dei poème di René Char, pubblicato nel 1953, in una preziosa edizione illustrata dall’artista cileno Wifredo Lam*

The Department of Memory (Vol. 3/3)

Un libro diventato un classico di culto. “Wisconsin Death Trip” di Michael Lesy fece scalpore quando uscì nel 1973. Nessuno aveva mai visto qualcosa di simile: un libro composto quasi interamente da vecchie fotografie, senza didascalie o commenti, assemblate in gruppi apparentemente casuali separati da gruppi di vecchi articoli di giornale.

Frank O’Hara: un poeta New Dada a New York (Vol. 3/6)

Il saggio sulla poetica di Frank O’Hara e la relazione tra la poesia contemporanea e la pittura, tesi di ricerca per il conseguimento della laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Pisa, nel 1981. La prima pubblicazione, in edizione limitata, di questo saggio, ha accompagnato l’inaugurazione di FAUST il 20 maggio 2018, curata da Gianluigi Ricuperati

Gillo Dorfles, Il divenire delle Arti (Vol. 1/2)

Un dialogo serrato del 2003 con Hans Ulrich Obrist e Stefano Boeri. Una preziosa testimonianza della complessità intellettuale di una delle figure più sofisticate e rivoluzionarie della critica italiana

Come eravamo: Graziella Lonardi Buontempo

Francesca Romana Morelli* sulla rivisitazione di due storiche mostre romane curate negli anni Sessanta: anello di congiunzione tra le avanguardie degli anni Sessanta e quelle del decennio successivo: «Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70», che nel 1970 trasformò Palazzo delle Esposizioni in un contenitore multimediale, e «Contemporanea», che nel 1973  occupò il parcheggio sotterraneo di Villa Borghese. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 295, febbraio 2010

Hulten’s Story (Vol. 1/6)

Calvin Tomkins* racconta il percorso di ricerca del curatore svedese fondatore del Moderna Museet di Stoccolma, primo direttore per 8 anni del Centre Pompidou, fino al 1980, e quindi per 4 anni a Los Angeles dove ha partecipato alla progettazione del nuovo Museum of Contemporary Art. Approdato infine alla direzione artistica di Palazzo Grassi a Venezia inaugurato nel maggio 1986 con un’esposizione sul Futurismo e i futurismi e su tutte le manifestazioni internazionali del movimento e le sue derivazioni. Da “Il Giornale dell’Arte” n. 18, novembre 1984

Le azioni del poeta non sono che la conseguenza degli enigmi della poesia

Raccolta del poeta francese René Char (nato nel 1907), pubblicata nel 1951; una “seconda versione” è apparsa nel 1965 alla fine della nuova edizione della “Recherche de la base et du sommet”. La poesia qui è un cristallo di pensiero, aforismi in cui le parole sembrano “serrate” intorno al significato che le sottomette e che devono allo stesso tempo rivelare. Una sovrana asciuttezza enumera le forze della poesia, quelle dell’amore, della bellezza, della vita colta ai suoi estremi. Le immagini si basano sull’elementare, sul regno naturale, per dare al pensiero un’evidenza all’interno della quale l’analogia o il paragone poetico risvegliano un significato trascendente

The Department of Memory (Vol. 2/3)

Un libro diventato un classico di culto. “Wisconsin Death Trip” di Michael Lesy fece scalpore quando uscì nel 1973. Nessuno aveva mai visto qualcosa di simile: un libro composto quasi interamente da vecchie fotografie, senza didascalie o commenti, assemblate in gruppi apparentemente casuali separati da gruppi di vecchi articoli di giornale

Frank O’Hara: un poeta New Dada a New York (Vol. 2/6)

Il saggio sulla poetica di Frank O’Hara e la relazione tra la poesia contemporanea e la pittura, tesi di ricerca per il conseguimento della laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Pisa, nel 1981. La prima pubblicazione, in edizione limitata, di questo saggio, ha accompagnato l’inaugurazione di FAUST il 20 maggio 2018, curata da Gianluigi Ricuperati

Michel Butor, La città come testo (vol. 4/4)

La trascrizione dell’intervista al poeta e scrittore francese Michel Butor realizzata da Hans Ulrich Obrist nel 2005 a Parigi

Paolo Fossati, il critico che non scriveva come un critico

Michele Dantini* recensisce l’antologia di testi critici di uno dei «casi» della cultura italiana. Intelligenza critica, conoscenza di prima mano di opere, artisti, situazioni, l’ossessione da topografo della cultura contemporanea, (citiamo dall’antologia): il «lettore di professione», il «critico militante», lo storico, il «teorico culturale». Storiografia e critica, interpretazione e teoria, condivisione e giudizio risultano sempre intrecciati in maniera relativamente indissolubile, al punto che spunti di polemica attraversano considerazioni di largo raggio, momenti di malumore increspano osservazioni illuminanti. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 289, luglio 2009

Le tre campanelle

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui

Amo l’uomo incerto dei suoi fini

La più lontana dall’ “idea di poesia” che ciascuno di noi (per tradizione, per educazione, per abitudine) possiede, e la più stretta al cuore della poesia stessa, dove la letteratura o la poesia-che-si-sapeva-già non porgono più alcun soccorso al lettore, e questi, coinvolto da capo a piedi in quei bouts d’existence incorruptibles che sono i poèmes, rimane perfettamente solo a sentirsi investito d’un potere – d’interiore libertà: d’uno slancio vitale e d’un coraggio morale – che per un istante egli crede di ricevere femminilmente dall’esterno, mentre poi s’accorge che tale ricchezza era già in lui, sonnecchiante ma presente, come se il poeta altro non avesse fatto che risvegliarla, non inventando ma scoprendo; e quindi suscitando un moto, più che d’ammirazione, di gratitudine. Ho sottolineato i tre vocaboli non per ammiccare, ma perché possono essere, penso, tre piccoli sesamo, offerti dallo stesso Char. (Giorgio Caproni)

The Department of Memory (Vol. 1/3)

Un libro diventato un classico di culto. “Wisconsin Death Trip” di Michael Lesy fece scalpore quando uscì nel 1973. Nessuno aveva mai visto qualcosa di simile: un libro composto quasi interamente da vecchie fotografie, senza didascalie o commenti, assemblate in gruppi apparentemente casuali separati da gruppi di vecchi articoli di giornale

Frank O’Hara: un poeta New Dada a New York (Vol. 1/6)

Il saggio sulla poetica di Frank O’Hara e la relazione tra la poesia contemporanea e la pittura, tesi di ricerca per il conseguimento della laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Pisa, nel 1981. La prima pubblicazione, in edizione limitata, di questo saggio, ha accompagnato l’inaugurazione di FAUST il 20 maggio 2018, curata da Gianluigi Ricuperati

Michel Butor, La città come testo (vol. 3/4)

La trascrizione dell’intervista al poeta e scrittore francese Michel Butor realizzata da Hans Ulrich Obrist nel 2005 a Parigi

Maurizio Fagiolo dell’Arco. Un bel Po d’arte

Dall’Astrattismo all’Arte povera: la cronologia dei luoghi, persone e tempi della rara, forse unica, «avventura internazionale» di una città italiana nel dopoguerra. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 108, febbraio 1993

Al capolinea

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui

Feuillets d’Hypnos (Vol. 2/2)

Una selezione di poesie di René Char, tratte dalla raccolta “Feuillets d’Hypnos” 1942 – 1943, nelle preziose traduzioni di Giorgio Caproni

My Lost City (Vol. 5/5)

Un’inedita traduzione di un racconto sulla vita a NYC tra gli anni Settanta e Ottanta, atto d’amore verso una città rovina in divenire

Cos’è l’Arte (Vol. 3/3)

In un saggio datato 25 aprile 2020, al principio della pandemia, Carolyn Christov-Bakargiev riflette sulle complessità delle componenti di significato per una definizione delle pratiche artistiche

Michel Butor, La città come testo (vol. 2/4)

La trascrizione dell’intervista al poeta e scrittore francese Michel Butor realizzata da Hans Ulrich Obrist nel 2005 a Parigi

Da Buñuel a Godard: il rischio di vilipendio nell’opera d’arte

Fabrizio Lemme* riflette sulle implicazioni tra mito e iconologia, un rapporto strettissimo e reversibile: la seconda finisce con il diventare lo specchio del primo e, in un certo senso, la sua identità visiva. Questo rapporto è un dato dinamico, in perenne evoluzione, non una formula sclerotica, perennemente e staticamente riproposta. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 24, gennaio 1985

Un luogo del futuro

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui

Feuillets d’Hypnos (Vol. 1/2)

Una selezione di poesie di René Char, tratte dalla raccolta “Feuillets d’Hypnos” 1942 – 1943, nelle preziose traduzioni di Giorgio Caproni

My Lost City (Vol. 4/5)

Un’inedita traduzione di un racconto sulla vita a NYC tra gli anni Settanta e Ottanta, atto d’amore verso una città rovina in divenire

Cos’è l’Arte (Vol. 2/3)

In un saggio datato 25 aprile 2020, al principio della pandemia, Carolyn Christov-Bakargiev riflette sulle complessità delle componenti di significato per una definizione delle pratiche artistiche

Michel Butor, La città come testo (vol. 1/4)

La trascrizione dell’intervista al poeta e scrittore francese Michel Butor realizzata da Hans Ulrich Obrist nel 2005 a Parigi

Taci, anzi parla

Un omaggio all’opera di Carla Lonzi nella recensione di Alessia Muroni del saggio “Taci, anzi parla. Diario di una femminista” pubblicato da et al., Milano 2010. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 309, maggio 2011

Scritto di notte, pubblicato incompleto al mattino

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui

René Char e la pittura di Georges de La Tour

C’è qualcosa di misterioso intorno alla passione del poeta francese René Char al lavoro del barocco, originario della Lorena, Georges de La Tour. Durante l’occupazione, con il nome di battaglia Alexandre, è stato comandante della Resistenza nella Durance. Il suo quartier generale fu installato a Céreste dove abitò una piccola dimora che ha ispirato il padiglione Ukraina, curato da Gianluigi Ricuperati, della 23° edizione della Mostra Internazionale della Triennale di Milano 

My Lost City (Vol. 3/5)

Un’inedita traduzione di un racconto sulla vita a NYC tra gli anni Settanta e Ottanta, atto d’amore verso una città rovina in divenire

Cos’è l’Arte (Vol. 1/3)

In un saggio datato 25 aprile 2020, al principio della pandemia, Carolyn Christov-Bakargiev riflette sulle complessità delle componenti di significato per una definizione delle pratiche artistiche

The Obrist interview. Dan on the plane (Vol. 6/6)

Nova Express Capsule, in ricordo di Dan Graham, pubblica la sesta e ultima parte di un’intervista inedita che Hans Ulrich Obrist realizzò in aereo, dall’Aeroporto di Alghero a Cagliari, in occasione della prima edizione di FestArch nel giugno del 2007.

L’uomo che guarda al futuro ha lo sguardo lieto

Trent’anni d’arte raccontati da Luciano Pistoi, in un’intervista di Adalgisa Lugli. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 98, marzo 1992

Quasi quasi faccio un film

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui

Nontìscordàrdimé (Vol. 3/3)

La complessa poetica di Ivan Fassio, artista e poeta scomparso prematuramente 

My Lost City (Vol. 2/5)

Un’inedita traduzione di un racconto sulla vita a NYC tra gli anni Settanta e Ottanta, atto d’amore verso una città rovina in divenire

Is Beeple an artist or what? (Vol. 5/5)

La quinta e ultima parte di una lunga conversazione tenutasi il 9 aprile 2021 dalla curatrice Carolyn Christov-Bakargiev con l’artista americano Mike Winkelmann, in arte Beeple

The Obrist interview. Dan on the plane (Vol. 5/6)

Nova Express Capsule, in ricordo di Dan Graham, pubblica la quinta parte di un’intervista inedita che Hans Ulrich Obrist realizzò in aereo, dall’Aeroporto di Alghero a Cagliari, in occasione della prima edizione di FestArch nel giugno del 2007.

«Caro Longhi, come si sente a vivere con un genio?»

Il 3 settembre 1985 muore a Firenze la scrittrice Anna Banti, vedova dello storico dell’arte Roberto Longhi e presidente della Fondazione Longhi. Aveva 90 anni. Alvar González-Palacios ne ha scritto questo ritratto postumo per la serie «Persona e maschera», in esclusiva per “Il Giornale dell’Arte” n° 27, ottobre 1985

Arte astratta

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui

Nontìscordàrdimé (Vol. 2/3)

La complessa poetica di Ivan Fassio, artista e poeta scomparso prematuramente 

My Lost City (Vol.1/5)

Un’inedita traduzione di un racconto sulla vita a NYC tra gli anni Settanta e Ottanta, atto d’amore verso una città rovina in divenire

Is Beeple an artist or what? (Vol. 4/5)

La quarta parte di una lunga conversazione tenutasi il 9 aprile 2021 dalla curatrice Carolyn Christov-Bakargiev con l’artista americano Mike Winkelmann, in arte Beeple

The Obrist interview. Dan on the plane (Vol. 4/6)

Nova Express Capsule, in ricordo di Dan Graham, pubblica la quarta parte di un’intervista inedita che Hans Ulrich Obrist realizzò in aereo, dall’Aeroporto di Alghero a Cagliari, in occasione della prima edizione di FestArch nel giugno del 2007.

La Corea della critica italiana

24 luglio 1984, sul fondo del fosso Reale di Livorno, vengono rinvenute delle pietre scolpite e subitoattribuite ad Amedeo Modigliani. Una burla organizzata da Angelo Froglia, giovane pittore locale, e un gruppo di amici. Lo scherzo è stata una salutare ventata d’aria fresca nel mondo dell’arte: un atto di allegra e antica intelligenza toscana che ha infranto il sogno di un ritrovamento emozionante. In seguito al caso, sui giornali dell’epoca, si scatena un acceso e divertente carosello di dichiarazioni dei critici d’arte. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 16, settembre 1984

Non essere più di moda

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui

Nontìscordàrdimé (Vol.1/3)

La complessa poetica di Ivan Fassio, artista e poeta scomparso prematuramente 

Le Mille e una Notte di Kathelin Gray

Kathelin Gray non è solo una meravigliosa testimone della storia segreta della cultura degli ultimi decenni, ma un’avventurosa esploratrice che dal suo grande maestro Burroughs ha colto la lezione più urgente: cambiare la vita è un modo per sfuggire all’Apocalisse imminente. Gianluigi Ricuperati  l’ha incontrata a New York e Londra in due diversi pomeriggi dell’autunno più caldo degli ultimi secoli

Is Beeple an artist or what? (Vol. 3/5)

La terza parte di una lunga conversazione tenutasi il 9 aprile 2021 fra la curatrice Carolyn Christov-Bakargiev con l’artista americano Mike Winkelmann, in arte Beeple

The Obrist interview. Dan on the plane (Vol. 3/6)

Nova Express Capsule, in ricordo di Dan Graham, pubblica la terza parte di un’intervista inedita che Hans Ulrich Obrist realizzò in aereo, dall’Aeroporto di Alghero a Cagliari, in occasione della prima edizione di FestArch nel giugno del 2007.

Arbasino: istruzioni per l’uso di mostre e musei

Dopo la pubblicazione per i Saggi Blu di Garzanti, della monumentale raccolta «Il meraviglioso anzi», il più infaticabile viaggiatore dell’arte racconta il suo spirito da «grand tour» e descrive magnificamente il sistema dell’arte. Da “Il Giornale dell’Arte” n° 25 , luglio 1985

Il curatore kamikaze

Le storie che seguono sono vagamente ispirate a fatti reali. Se qualcuno vorrà riconoscersi nei diversi personaggi lo farà per propria scelta, e a proprio rischio e pericolo. Questo libro non parla di nessuno in particolare ma forse di tutti noi, e certamente parla del sottoscritto, del quale costituisce una sorta di autoritratto divertito e disperato. Anche se, a dire il vero, qui non ci si dispera troppo, né troppo si spera; vi si accetta che il mondo è inesatto, e noi con lui